venerdì 14 aprile 2017

Voglia di pic-nic e grigliate? Fallo in sicurezza!

Il pranzo di Pasquetta nel nostro Paese rappresenta una buona occasione per godere del clima primaverile e trascorrere una bella giornata con amici all’aria aperta.

Grigliate e pic-nic possono presentare dei rischi che non sono solo dovuti al fastidio di insetti molesti, ma anche al pericolo di incorrere in malesseri (diarrea, mal di pancia, vomito, ecc) causati da intossicazioni o tossinfezioni alimentari.

Per evitare questi pericoli è necessario conoscere come preparare, conservare e cuocere in modo corretto i cibi fuori casa.

Guarda il filmato del Parlamento Europeo sulla "Storia dell'uovo di Pasqua"









domenica 12 marzo 2017

Come riconoscere se le vongole sono fresche


Forse non tutti sanno che le vongole (come anche gli altri molluschi bivalvi) devono essere comprate vive e vitali.

All'atto dell'acquisto osservate le valve: possono essere serrate oppure leggermente socchiuse, ma toccandole dovrebbero ritrarsi immediatamente. In caso contrario, saranno molto probabilmente morte e quindi non più fresche.

Durante la preparazione in cucina:
  • le vongole devono opporre grande resistenza al taglio dei muscoli (fasci che tendono a tenere chiuse le due conchiglie) con un coltello;
  • il corpo deve essere ben aderente alle conchiglie, con colori vividi e lucenti e si deve contrarre appena aperto;
  • il liquido interno deve essere limpido con odore tipico della specie.
Un metodo infallibile per saggiarne la freschezza? Immergetele in acqua e sale. Se sono veramente fresche le valve si schiuderanno, se invece tardano ad aprirsi è meglio aggiungere un po' di acqua dolce (probabilmente la concentrazione salina è eccessiva). In ogni caso, si devono aprire in modo da spurgare la sabbia rimasta all'interno.

Ultimo indizio: durante la cottura, se sono vive, dovrebbero aprirsi velocemente.

martedì 14 febbraio 2017

Suggerimenti e consigli per prevenire il botulismo alimentare

Che cos'è il botulismo?
Il botulismo è un'intossicazione alimentare ad elevata mortalità causata dall'ingestione di alimenti contaminati dal Botulino (Clostridium botulinum), un batterio che produce una neurotossina estremamente potente.

Dove si trova e come si sviluppa il Botulino?

Il Botulino vive e si moltiplica in assenza d'ossigeno; per questo alcune conserve alimentari sotto vuoto sono particolarmente a rischio.
Le spore del Botulino sono molto diffuse nell'ambiente (soprattutto suolo, terriccio e acqua) e sono in grado di resistere all'aria, al calore e agli agenti chimici. Le spore sono innocue, ma in presenza di condizioni favorevoli (assenza di ossigeno) possono germinare sviluppando dosi letali di neurotossina (1 solo grammo può uccidere 100 milioni di persone). 
Alcune modalità di conservazione degli alimenti possono determinare queste condizioni favorevoli.

Alimenti ad alto rischio
Sono più a rischio gli alimenti conservati ricchi di acqua e a bassa acidità come: 
  • conserve vegetali sott'olio (es. peperoni, fagiolini, fagioli, piselli, asparagi, melanzane, zucchine) 
  • salse non acide ricche d'olio (es. pesto) 
  • conserve animali (es. tonno e carni in scatola)
  • insaccati e carni affumicate (es. prosciutto crudo)
Alimenti a basso rischio
Sono le conserve da vegetali naturalmente acidi o acidificate, oppure preparate sottraendo acqua (aggiunta di zucchero o sale, essiccazione) ad esempio: 
  • salsa di pomodoro 
  • marmellate e confetture 
  • capperi, acciughe od olive sotto sale o in salamoia 
  • pomodori secchi


Particolare attenzione va prestata all'impiego di spezie e piante aromatiche inserite a crudo nelle conserve (anch'esse devono essere trattate in aceto) e a salse non acide e ricche d'olio (come il pesto), che è buona regola confezionare in piccole porzioni monodose e conservarle in frigorifero (massimo per 3 giorni) o in freezer (più a lungo).


Come preparare una conserva sicura
Leggi l'opuscolo

Precauzioni prima del consumo
La tossina può persistere molto a lungo negli alimenti, specialmente se poco acidi (pH maggiore di 6,8). A differenza delle spore, però, è termolabile: viene distrutta rapidamente dalle normali temperature di cottura dei cibi. In caso di dubbio, se il tipo di conserva lo consente, è una garanzia ripastorizzare il vasetto chiuso o farne bollire il contenuto prima di consumarlo.

Sintomi
Gravi sintomi neurologici compaiono dopo 12-36 ore dall'ingestione dell'alimento contaminato: difficoltà a vedere, visione doppia, difficoltà a deglutire, secchezza delle mucose della bocca e del naso, difficoltà a parlare, paralisi flaccida con debolezza muscolare che scende dagli arti superiori agli arti inferiori. Sono normalmente assenti febbre e diarrea. La morte insorge per soffocamento (paralisi respiratoria) o per arresto cardiaco.



Fonte: ASL n. 2 savonese 

domenica 29 gennaio 2017

4 metodi per scongelare la carne

La carne congelata è comoda da cucinare e semplice da conservare.
Evitate però di scongelarla a temperatura ambiente, potrebbe diventare terreno fertile per microrganismi pericolosi.

Qui di seguito ti consigliamo 4 metodi per scongelare la carne:

1. SCONGELA LA CARNE IN FRIGORIFEO

Questo metodo è sicuramente il più semplice e igienicamente sicuro, e richiede solo un minimo sforzo. Inoltre previene il rischio di surriscaldare la carne, o peggio, di cuocerla dove è più sottile. Se non hai la possibilità di lasciarla scongelare per almeno 12-24 ore, è meglio scegliere uno degli altri metodi.
Cosa fare: metti la carne congelata in un piatto ampio o una teglia in modo che possa raccogliere i liquidi che si formeranno durante il processo di scongelamento, per evitare di sporcare il frigorifero. Non rimuovere la pellicola che avvolge la carne. Lasciala in frigorifero per 12-24 ore e lavati le mani sia prima che dopo aver toccato la carne. Dato che questo metodo agisce in modo delicato, non c'è bisogno di cuocere la carne immediatamente. Se lo desideri, puoi metterla di nuovo nel congelatore per usarla in seguito oppure puoi cucinarla nei giorni successivi. Nello specifico:
  • Pollame, pesce e carne macinata possono rimanere in frigorifero per 1-2 giorni dopo essere stati scongelati;
  • I tagli di manzo, maiale, agnello o vitello possono resistere in frigorifero anche per 3-5 giorni.
2.  SCONGELA LA CARNE USANDO ACQUA FREDDA

Questo metodo richiede molto meno tempo rispetto a quello del frigorifero e può essere utilizzato per pezzi di dimensioni piccole. 
Cosa fare: metti la carne in un sacchetto per alimenti capiente e sigillabile, avendo cura di fare uscire preventivamente più aria possibile (la sua funzione è quella di proteggere la carne e non lavare via parte dei sui principi nutritivi). Non rimuovere l'eventuale involucro in plastica che avvolge la carne prima di chiuderla nel sacchetto. Immergi il sacchetto in una bacinella riempita con l'acqua fredda del rubinetto e lasciala a bagno nell'acqua finché non si è scongelata del tutto. Ogni 15 minuti dovrai svuotare la bacinella dall'acqua e sostituirla con altra nuova. Una volta scongelata, cuoci la carne immediatamente. Pur essendo rimasta sommersa nell'acqua fredda, è stata comunque esposta a una temperatura superiore a quella consigliata per una conservazione ottimale dei cibi. Se desideri rimetterla nel congelatore, devi prima cuocerla.

3.  SCONGELA LA CARNE NEL MICROONDE

Usa il forno a microonde se hai poco tempo a disposizione. Questo metodo, che agisce in modo molto rapido, funziona meglio con la carne a fette o con i tagli più piccoli. In questo caso il tempo necessario per lo scongelamento è di pochi minuti. Bisogna fare comunque molta attenzione, perché la carne potrebbe cuocersi parzialmente o indurirsi, influenzando negativamente la qualità del piatto finale.
Cosa fare: togli la carne dalla sua confezione e mettila su un piatto. Le parti più sottili andranno posizionate vicino al centro del piatto per salvaguardarle da una cottura indesiderata. I piatti adatti a essere usati nel microonde includono quelli in ceramica e in vetro (a patto che siano privi di decorazioni metalliche). Il polistirolo delle vaschette di carne non può essere usato nel microonde. Metti nel microonde il piatto con la carne, quindi attiva la funzione "defrost" del forno per scongelarla (prima di iniziare, è meglio leggere con attenzione la sezione del manuale di istruzioni dedicata alla funzione "defrost"). Nel corso dello scongelamento controlla la carne frequentemente per non rischiare che si surriscaldi. Apri il forno ogni 60 secondi circa per testare la temperatura della carne toccandola delicatamente sui lati e per ruotarla e riposizionarla con frequenza durante lo scongelamento. Se è calda, lasciala raffreddare per circa un minuto prima di riattivare il forno. Separa il più possibile le porzioni o le parti del prodotto per consentire un'azione più rapida ed omogenea delle microonde. Inoltre rimuovi via via le parti già scongelate in modo da evitare un aumento eccessivo della temperatura. Quando è del tutto scongelata, rimuovila dal microonde. Lavati le mani sia prima sia dopo aver toccato la carne cruda, per prevenire una contaminazione batterica del cibo.
La carne scongelata usando il microonde deve essere cotta immediatamente (può raggiungere e superare in più punti la temperatura critica di +4°C consentendo quindi la moltiplicazione dei batteri presenti). Se desideri rimetterla nel congelatore, devi prima cuocerla.

4.  SCONGELA LA CARNE CUOCENDOLA DIRETTAMENTE

Scongelare cuocendo può essere un buon sistema. Lo è sicuramente per i surgelati già parzialmente cotti, come pizze, lasagne, torte salate, che andranno poste nel forno tradizionale. Vanno bene anche la pentola a pressione, sempre facendo molta attenzione ai tempi, e poi la padella per bistecche, fettine, hamburger, ortaggi e pesce a tranci. Nel caso di alimenti a base di carne e pesce crudo fate però particolare attenzione, prima di consumarli, che la cottura sia completa.